Sciame sismico e batticuore

Come da oggetto.

Néo-noir d’après-midi

Avverto scivolare

una per una le gocce

dai polmoni, dal cuore

in un lago di viscere avvolte.

Allenta le giunture

un vuoto che non cigola di porte.

Mi odo allontanare

verso me

(distratta-mente)

Io e te

-       Ci vediamo domani allora?

-       Non ci vediamo domani, no.

-       Perché scusa? Non mi avevi detto poco fa che eri libera?

-       Appunto, sono libera. Vorrei restarlo.

 

Dazed and confused

Stamattina mi sono svegliata che parevo Francesca Dellera ai suoi tempi migliori. Ho spento la sveglia sette volte e altrettante volte mi sono ributtata a letto cercando il conforto della trapunta tiepida. Zero. Né mi svegliavo davvero, né mi riaddormentavo; nel frattempo PJ Harvey cantava Uh Huh Her e mi sentivo pure in colpa perché non ero abbastanza lucida per apprezzare.

Più che alzarmi sono caduta dal letto. Mi sono trascinata verso la cucina come uno zombie pregando che fosse vuota e silenziosa, grazie al cielo in casa in questi giorni siamo solo due. Mi è andata piuttosto bene, devo dire.

Questo non significa che al termine della seconda caffettiera fossi anche solo parzialmente operativa. In ogni caso sopra allo schermo del computer ad un certo punto c’era un racconto che ho letto d’un fiato. Tra poco lo rileggerò e sono curiosa di sapere se ne capirò di più o di meno di stamattina, quando venivo da un universo parallelo o da nessuno.

Mi fanno male le labbra (belle però). I neuroni non si danno la mano, vagano ognuno per i cazzi suoi in questo terreno vuoto. Penso a Logodromo che è sparito. Amavo la tua scrittura, stronzo, perché hai chiuso? Vorrei che questa musica non finisse mai o che si passasse direttamente alla fase notte, ad andare a cena stasera non ce la posso fare.

Avverto nascere i primi segni del filo nella mente, ogni volta lo so e non riesco a fermarmi prima che sia troppo tardi, spero solo di non mandare tutto a puttane anche stavolta. La parte bella è sempre il crescendo, l’allineamento progressivo; la parte brutta è la tangente, poi corretta all’improvviso dalla più brusca virata, che giunge eternamente a sorpresa. A volte persino a me.

Di ‘sti tempi sono un po’ così

Mi sa

che questo theme va cambiato. E la foto header pure.

Un po’ di strizzacuore (ma soprattutto tanto culo)

Gli ex si sposano a cascata (come i fogli CSS: uno sotto l’altro). Ogni volta che ne becco uno, mi fa un effetto bizzarro, lo ammetto – insomma, è che nella mente li vedo nudi dentro il letto e fa un po’ strano.

Poi, in genere, l’occhio mi cade sulle foto di matrimonio.

Allora ringrazio sentitamente dio.

 

Negwork #1

Scansione negativo 6×6 su scanner flatbed, pochissima elaborazione. Yashica 124G, TMAX 400.

Oppure

In questa terra di nessuno

in cui mi trovo per mia scelta

a covare futuri

ogni tanto

si apre un raggio

così luminoso

che mi fa tremare

 

Mi chiedo se l’avrei visto

nella gioia di prima

Sicuramente non

nel male

di prima

negli anni

 

La confusione che dà il dolore

è materia da accantonare

 

e spesso il solo nemico

è un’idea troppo piccola

di noi

Absolute Karma

Tanto per cominciare, stamattina mi sono svegliata col sole. Non sole tiepido, un sole magnifico in un’aria senza nebbia; qui è già un miracolo.

Vado in biblioteca per consultare un libro, aspettandomi un’ora di attesa fra code e tempi di reperimento, e una volta avuto il libro condizioni di lettura pessime (è una biblioteca universitaria). Chiedo “consultazione”, nota bene. Appena fatta la richiesta, una damigella scompare dietro una porta e tre minuti dopo ricompare col volume. Senza dirmi niente me lo danno in prestito per un mese, sempre in tre minuti. Potrò leggerlo con calma a casa, senza orari al pubblico, controllando su internet ogni data del carteggio che sto studiando. Wow.

Mi ritrovo fuori a fumarmi una sigaretta, quasi perplessa per la grazia. Il sole allaga via Zamboni e dopo una pausa di riflessione mi metto a camminare senza meta. Quindi oggi ho diritto ad una passeggiata. Doppio wow. Ho al collo la macchina fotografica, che non volevo portare perché andavo in biblioteca, e invece l’ho presa per istinto. Triplo wow.

Ad un angolo faccio qualche ritratto ai passanti. Mi metto a pensare al mio progetto fotografico: proporre ritratti a 5 euro. In cambio chiedere i diritti di pubblicazione per un portfolio da costruire. È da quando sono uscita che le persone mi guardano fisso. Persino mia madre stamattina mi ha detto: Come sei bella. Dio, cos’hai in mente per me oggi?

Mentre torno verso casa continuo a pensare alle fotografie. Ieri Daniele mi ha dato qualche dritta preziosa (grazie Daniele), ma devo trovare qualcuno con cui cominciare. Mentre penso questo mi inchioda davanti Paolo in bicicletta: come stai che fai, vorrei fare dei servizi di matrimonio, vai da questo fotografo in questa via, e se hai bisogno di aiuto per le prime uscite ti accompagno io, così ti stressi di meno. Quadruplo wow. Mi seppellisce letteralmente di informazioni.

Torno a casa e trovo sul letto due pacchetti. In uno c’è il libro tedesco che cerco da settimane, che DUE giorni fa ho trovato su Amazon.de, ma che non poteva essermi spedito in Italia. Il proprietario me l’ha mandato personalmente senza previo pagamento e senza dirmi nulla. Santissimo iddio.  DUE giorni fa, e il libro arriva da Berlino.

Nell’altro pacchetto c’è la Smena Symbol che mi ha regalato Joszef. Arriva dall’Ungheria. È splendida e ha persino la custodia. Intatta.

Dio, stai cercando di dirmi che devo credere nei miei progetti?

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