Una vecchia riflessione, sempre attuale

Ma tu non puoi, e non dovresti mai, sentirti geloso di me.
[…]
Ricordo che un giorno ero seduta sulla finestra della mia cucina e guardavo verso le colline lontano, bellissime. Ero immersa in una sofferenza atroce. Poi ad un tratto ebbi la chiarezza all’improvviso nella mente: lei non era la mia nemica, perché non era cosa diversa da me. Era una sorella. Soltanto un’altra parte della materia vitale luminosa, potente, di cui tutti facciamo parte. Riuscii ad identificarmi in lei per un istante. Mi invase la consapevolezza di quanto stupide siano le nostre sofferenze per gelosia, quanto meschino questo tenersi alla terra rifiutando di vedere la verità.
[…]
Quindi no, non puoi essere geloso di me. Puoi soltanto essere felice della mia libertà, e di tutto quello che contiene, di tutta la gioia che ho vissuto e che vivo, di tutto quello che fa parte di me e non ti comprende, come mai un essere umano può essere contenuto all’interno di un altro. Non puoi essere geloso perché siamo fatti della stessa carne, siamo la stessa cosa, e con noi tutte le persone che abbiamo amato, che ci hanno costruite e rese quelle che siamo, e tutte quelle che amiamo ed ameremo, perché sono la nostra vita, con tutta la sua infinita ricchezza. Il momento in cui cominci a pensare che qualcuno ti appartenga è il momento in cui smetti di amarlo nel modo più alto, e cominci ad amare soltanto una maschera di lui o di lei, ad immiserirne l’esistenza. È correre verso la fine. Per ottenere le cose bisogna spesso partire dal loro contrario. Se vuoi davvero possedere qualcuno, farlo entrare e risiedere nelle vene, devi volerlo libero. Libero persino da te. L’unità, la fedeltà, si situano su di un altro livello. E necessitano di chiarezza operativa ed azioni limpide.
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5 thoughts on “Una vecchia riflessione, sempre attuale

  1. incostantericerca ha detto:

    Ciao! Ti ho nominato per il Liebster Award, se ti va di partecipare passa dal mio blog!

  2. lievito1 ha detto:

    uhm. teoricamente perfetto. umanamente i rapporti contengono squilibri. a volte sono quelli a tenerli in piedi. ma è ciò che penso io.

  3. effettopauli ha detto:

    Non dovrebbero essere gli squilibri a tenere in piedi i rapporti… 🙂
    Dovrebbe essere il potenziale di crescita a determinare la natura e la durata di un rapporto umano. Tutti gli altri modi di vivere le relazioni sono perdite di tempo e di energia, nonché deviazioni dal percorso…
    Poi si può amabilmente litigare, eh, solo per il gusto di far pace a letto : ))

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