Archivi categoria: verticali

*

Tu non scolori nonostante il tempo,
le tue parole
sono stanze dimenticate
in cui potrò entrare un giorno,
se avrò sangue abbastanza,
se non avrò deviato.

Questo mi resterà:
il senso dei tuoi perché,
separato dal mio,
al mio intrecciato,
Il peso della libertà
e tutta la sua leggerezza,
riunite in un solo
eccentrico
respiro.

 

23 maggio 2013

*

Ci incontrammo nella terra di nessuno,
quando non c’era più nulla da desiderare:
tu con gli occhi così neri e accecati
da racchiudere il nulla
in uno sguardo solo.
Anche così
imparai a tenerti la mano,
come se la neve fosse già caduta,
come se fossi sopravvissuta.
In questo modo barbaro
ci crebbe l’inverno,
sepolti,
in attesa di sole.

26 maggio 2013

*

Tu diresti che c’è qui
lo stesso vento di allora;
che l’erba, il castello, gli alberi
sono gli stessi.
Anche adesso qualcuno mi porta
i sacchetti della spesa,
o mi ferma per strada
in cerca di esotismo.
Qualcosa senza dubbio è rimasto
di quello che c’era:
è la stessa la luce,
appena più dorata,
meno blanda.
Le guglie svettano ancora
a Saint-Pierre.
Si odono talvolta
quasi
le stesse grida di gioia.
Ma quanto diverso da allora
questo finale d’estate,
questo vento imberbe,
di sera,
quanto lontano dalla neve turbinante
immacolata
questo residuo morente
di sole.
Passeggio per le vie conosciute
come guardandole la prima volta:
ad ogni angolo
la presenza,
l’assenza
di te
mi gela il sangue
come se non fossero passate
intere le stagioni.
Questa è la doppia vita
che ti regalo.
Sempre sarai
dove ti portano i venti,
eppure crocifisso,
incatenato qui
avrai sempre quei passi,
addosso quel barbaglio di neve
che acceca.

24 settembre 2013

Troppi tesori hai raccolti fra le dita
perché speri mai di inventariarli;
eppure non importa
il dove e il quando,
e neppure se non ci sei,
in fondo,
cambi profumo.
Tutto è sempre racchiuso
nello spazio esiguo
tra le cose note.
Così le uniche scoperte
vengono dal nulla:
l’istante sepolto
tra due suoni legati,
l’intercapedine d’ombra
tra due foglie così simili
da apparire unite
a prima vista.
Sarà per questo che delle catene
vedo solo il passaggio fra le maglie
e il raggio
che di tanto ci separa
segna ostinato
il ritmo esatto dei miei passi.

31/08/2013

Questa memoria di te
sedimentata in gesso vivo,
fisso, cristallino,
nell’affocato cerchio
immobile
che siamo

Questa vana marea di forme
in cui ti incidi,
vano tu stesso,
guscio di una luce
che non brilla
e ti fa bello
e inutile,
mantice perfetto,
stringa illuminata,
corso e virtù
di mète più alte
di questo tuo corpo acceso
senza sole

Questa traiettoria mortale
fra l’acqua e la sete,
il prima e il dopo,
quest’ombra di orizzonti che avvicino
in sogno soltanto
silenziosamente,
e pur mi libera
e dirige

quest’ansia di tornare alla radice,
che mostra così bene
la tua
divina indifferenza
ben oltre la carezza di metallo
delle tue povere mani

Questo battito,
in cui mi intrecci,
mi atterri,
mi conduci,
finché non vedo
che non tu
sei il sale,
non tu
il cammino
ma le mille e mille luci
che da così lontano
portavano a te.

23/04/2013, mezzanotte

Questa memoria di te sedimentata in gesso vivo,

Now that day succeeds to day
and I’m amnesiac to the point
where I can even breathe in water,
now that I’ve learnt
how to walk on my hands
and fall on my knees
without slowing down the run;
now that I’ve lost the sign,
but still go on air
at least ten times a week;
now that I talk
and laugh
and live
as if I hadn’t been born again,

I know at times
the sky will swiftly be too dense,
a perfect shape will catch my eye,
or else I’ll cross my legs,
chill at a road’s corner,
or feel a sudden weakness in my strength:

and from the deepest folds within
will come the unprecedented sound
that puts my frequencies in tune,
the gun that sets my muscles on and ready,
the one enchanted pitch
to which my fibers
all respond as one.

This is the flower
of your innocence revealed,
crowned before my very eyes;
this is the water
of your clearest carillons
flowing into me as thousand rivers.

And this
is the new blood you gave me,
redder, and with a different taste.
This is my pristine voice,
from the never-ending present
where my pasts and futures lie;
this is the square millimeter
where all my souls
instantly unite
and celebrate the bliss,
the miracle in earthly form,
the sparkling cocaine
of your kiss.

15/04/2013

Nightly charm

And now I’ll cheat my demons one by one
By spells as nude and chaste as morning rain
I’ll echo each nonsense, alive and gone,
In songs that have a lingering refrain.

To silence I will not respond denying,
Nor chain unbattered beauty to the pain:
The day that wasn’t blessed with understanding
I’ll keep as neat and sound as heart unslain.

Though never will I speak the haunting grace
Of those who didn’t meet and yet departed
I’ll see that every gesture bears the trace
of love that was astray, unborn, unaltered.

Tonight I’ll put all winters on a tray
And eat them as if spring had just begun:
For truth does never shine under the sun
But looms where all the lights have flown away.

444

Ho messo a posto tutti i fermagli

dove li avevi lasciati,

acceso la lampada allo stesso modo

e sono stata bene attenta camminando

a fare i passi contati

che c’erano precisamente

fra la sedia e la poltrona.

Credo proprio di avere

gli stessi vestiti di allora.

Ho seguito alla lettera

tutte le istruzioni,

compreso l’ordine fra pendolo e telefono

il numero di gigli e di mimose

le mollichine,

l’acqua nel bicchiere.

E certo il tavolino è improvvisato,

ma dimmi, tesoro,

può mai essere un singolo dettaglio

ad aver fatto

che non venissi?

*

Una notte intera e quattro giorni

ti ho amato

Con tutta la purezza che mi è data

 

Pagherò volentieri tanta grazia

Nel modo che sarà

Dovuto

Souviens-toi

Petit à petit s’estompera

le souvenir de toi,

de pensée en pensée

ne sera plus qu’une image terne

ce qui m’a fait rire et jouir

et maudire le temps.

Plus je penserai à toi,

plus je t’oublierai,

jusqu’à ce qu’il ne reste de ta beauté

qu’un mot répété

et vide.

Pourtant, à jamais

dans le creux des veines tu vivras,

puissant, immobile,

jusqu’à ce qu’à nouveau

me bénisse ta bouche

avant ou après

la fin du jour.